martedì 18 novembre 2014

Calcolo IMU nel nuovo ISEE: a rischio le prestazioni 2015

L'ISEE 2015 include nel calcolo l'imponibile IMU: ecco come il nuovo indicatore nasconde una nuova tassa sugli immobili.

 Ogni tassa, ogni modifica al Fisco apportata in questi anni dai vari Governi che si sono succeduti sembra nascondere una tassa sugli immobili, che nonostante la crisi del settore immobiliare rimangono uno degli investimenti che più sta a cuore agli italiani. Non fa eccezione il nuovo ISEE, l’Indicatore della situazione economica equivalente che, come denuncia Confedilizia, rappresenta di fatto una nuova tassa sulla casa a danno soprattutto dei piccoli proprietari includendo nel calcolo il valore degli immobili così come definito ai fini IMU. Di fatto molti proprietari di immobili che con le vecchie regole ISEE, basate sull’indicatore che prendeva in considerazione l’imponibile ICI, avevano diritto alle prestazioni sociali agevolate, con il nuovo ISEE che tiene conto dell’imponibile IMU verranno automaticamente esclusi dalle agevolazioni.

=> Nuovo ISEE 2015: cosa cambia

Nel calcolo IMU, infatti, il valore degli immobili è stato elevato del 60% per effetto dell’aumento del valore catastale degli stessi. Dal prossimo anno, quindi, quando entrerà in vigore il nuovo ISEE, molti proprietari di immobili si troveranno a:
  • pagare rate più alte per scuole, università, mense, case di cura per anziani e così via;
  • perdere le agevolazioni su utenze gas, telefono, elettricità;
  • perdere esenzioni dalle prestazioni sanitarie;
  • perdere il diritto agli assegni famigliare e di maternità.

=> ISEE: ecco i modelli DSU in vigore da gennaio 2015

Il tutto nonostante gli stessi proprietari di casa non abbiano visto migliorare il proprio tenore di vita, anzi hanno subito in questi anni una maggiore pressione fiscale proprio a causa delle nuove tasse sugli immobili, IMU in primis. A giovarne saranno invece lo Stato, che a fronte delle minori agevolazioni vedrà aumentare le proprie entrate, e gli Enti locali, visto che il nuovo ISEE avrà effetto anche sui tributi locali. I Comuni potranno infatti concedere riduzioni, detrazioni o esenzioni TARI e TASI sulla base del nuovo ISEE.
Fonte: Confedilizia

PMI

Grillo ha un reddito di 147 mila euro, case in Francia e Svizzera


La dichiarazione arriva sul sito Parlamento.it: per il leader grillino poco più di 7.500 euro al mese. Diverse le proprietà immobiliari, tra cui la villa a Marina di Bibbona
Un reddito complessivo di 147.531 euro nel 2013, che, al netto delle imposte, fanno 91.511 euro l’anno, poco più di 7.500 euro al mese. La dichiarazione dei redditi di Beppe Grillo arriva su Parlamento.it, il sito dove vengono pubblicate, come previsto dalla legge, dichiarazioni di tesorieri e dirigenti di partito. Entrate non da Paperon de’ Paperoni per il leader pentastellato, ma comunque ben distanti dalle affermazioni di Grillo nella celebre intervista a Enrico Mentana del marzo scorso: «Il mio 730 è a zero da quattro anni, sono l’unico che fa politica e ci ha rimesso dei soldi».
Inizialmente, il leader M5S sembrava non esser tenuto a pubblicare la propria dichiarazione dei redditi nell’anagrafe patrimoniale di Parlamento.it, poi una norma inserita nella legge sul finanziamento ai partiti ha cambiato, di fatto, le carte in tavola. Oltre al reddito dichiarato, sul 740 di Beppe Grillo spiccano le diverse proprietà puntualmente riportate sul documento. Prima tra tutte, la villa di Marina di Bibbona, la stessa che Grillo due estati fa affittò per ben 14mila euro la settimana. Villa “Corallina”, questo il nome della proprietà, è provvista anche di posto auto e terreno pertinenziale. Vi sono poi un appartamento a Rimini con box, un box a Valtournenche (in Valle d’Aosta), e un appartamento a Megéve, in Francia, dotato di due posti auto. Grillo possiede anche un appartamento a Lugano, con posto auto e cantina.
Quanto ai beni mobili, il leader M5S dichiara una Mercedes classe A del 2002 e un Suzuki Burgman del 2001, un motociclo con cui più volte Grillo è stato “pizzicato” dai fotografi a Marina di Bibbona. Sul fronte di partecipazioni a società, il leader M5S possiede 10 azioni della Banca Popolare Etica; una quota, corrispondente al 98%, della Bellavista società di Genova -di cui Grillo risulta anche amministratore- e un’altra quota, altrettanto cospicua (99%), della Gestimar S.r.l, società a responsabilità limitata sempre di casa a Genova.
Leggi Grillo ha un reddito di 147 mila euro, case in Francia e Svizzera

venerdì 14 novembre 2014

Legge di Stabilità: IMU-TASI e SISTRI tra gli emendamenti

Ecco i 500 emendamenti alla Legge di Stabilità ammessi: in sintesi, le principali richieste su cartelle esattoriali, Local Tax (IMU-TASI), IMU, SISTRI, Bonus mamme, TFR e tanto altro.

Camera
Cartelle esattoriali a rate, nuove Web e Local Tax, proroga SISTRI ed Ecobonus, rifinanziamento Sabatini Bis, detrazioni IMU sui beni d’impresa: c’è anche questo tra i 500 emendamenti alla Legge di Stabilità rimasti sul tavolo su 3.700 presentati, a cui si aggiungeranno quelli di Commissione e Governo con esame a partire dal 17 novembre. La discussione sulla Legge di Stabilità nell’aula di Montecitorio è invece fissata per il 27 novembre.

Vediamo in dettaglio le principali proposte di modifica.

Debiti fiscali

Un emendamento chiede di rateizzare le pendenze tributarie per dieci anni, con tasso d’interesse agevolato al 3,69% e procedura semplificata: il contribuente non deve dimostrare di essere in difficoltà per ottenere la reteazione ma solo presentare richiesta entro il 30 giugno 2015.
La misura si applicherebbe a più tipologie di debiti: cartelle Equitalia, ingiunzioni dei Comuni, avvisi di accertamento esecutivo e con adesione emessi dall’Agenzia delle Entrate. In pratica, si tratta di un’estensione della possibilità d rateizzazione oggi concessa da Equitalia fino a sei anni, che possono arrivare a dieci in caso di comprovata difficoltà.

=> Equitalia, rateazione precompilata per le cartelle esattoriali

Local Tax

La misura alla fine potrebbe confluire nella Legge di Stabilità. Lo chiedono i sindaci e, dopo un vertice con l’ANCI, l’Esecutivo ha registrato aperture in questo senso. Il Governo assicura l’impegno ad approvare una Local Tax, che sostituisca (e semplifichi) l’attuale sistema IMU-TASI entro il 2015, potendo concretamente rientrare nella Legge di Stabilità.

IMU

Sempre in materia di tasse sugli immobili, c’è la proposta di aumentare la deducibilità IMU dai beni d’impresa, misura che costa 20 milioni d euro per ogni punto in più rispetto all’attuale aliquota del 20%.

Bonus mamme

Ci sono decine di proposte, con richieste che vanno dall’abbassamento del tetto di 90mila euro (al di sotto del quale è previsto il diritto al bonus bebè), all’eliminazione del bonus stesso, destinando le risorse a voucher per gli asili nido e all’estensione del diritto anche ai figli di immigrati irregolari. C’è infine un emendamento del M5S per una detrazione fiscale al 19% per chi assume una baby sitter o una badante.

Bonus busta paga

Sull’aumento da 80 euro c’è un emendamento di SEL che ne chiede l’estensione a pensionati, incapienti e partite IVA; un altro del Movimento 5 Stelle che chiede di dimezzare il bonus a 40 euro utilizzando i fondi restanti per aumentare le pensioni minime.

Altre richieste

  • Web Tax: obbligo di acquistare pubblicità online da partite IVA italiane.
  • SISTRI: proroga al 31 dicembre 2015, spostando le nuove regole sul sistema di tracciabilità dei rifiuti dalla Legge di Stabilità ad un Collegato Ambiente.
E poi ancora:
  • IVA al 4% per gli e-book (equiparata ai libri cartacei).
  • Patronati senza tagli.
  • Bollo auto abolito.
  • Fondi pensione: aumento al 15% e non al 20% (oggi è all’11%).

TFR

Respinto un emendamento che chiedeva di lasciare la tassazione separata sull’anticipo del TFR, che in base al testo della Legge di Stabilità viene sottoposto a tassazione ordinaria. No anche all’estensione della liquidazione del trattamento di fine rapporto ai dipendenti pubblici

Fonte PMI Barbara Weisz 14 novembre 2014

giovedì 13 novembre 2014

AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE:ECCO COSA HO TROVATO SUL SITO WEB DELCONVITTO NAZIONALE LONGONE

Forum by e-mail di IUniScuola sul sito web http://convittolongone.it/

TU COSA NE PENSI? Dillo a Dino Dono: info 02 39810868 - 346 6872531 oppure scrivere a iuniscuola.fr@alice.it









via degli Olivetani 9 - 20123 Milano - tel. 02.48193652 - fax 02.4819096
codici MIUR: Convitto MIVC01000Q - scuola primaria MIEE301011 – scuola secondaria di I grado MIMM023005
codice fiscale: Convitto 80099570154 - Scuole annesse 80108170152
http://www.ete.it/scuole/gabbia1.gif
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LINK RAPIDI

REGISTRO ELETTRONICOAMICI DEL LONGONEAMMINISTRAZIONE TRASPARENTE
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IN EVIDENZA
ELEZIONE RAPPRESENTANTI DI CLASSE
Elenco dei rappresentani di classe per l'a.s. 2014/15 (VEDI)






OPEN DAYISCRIZIONI a.s. 2015/2016
VENERDI' 28 NOVEMBRE alle ore 18
presso l'Auditorium del Convitto
il Rettore, i docenti e gli educatori presenteranno l'Offerta Formativa
delle scuole annesse al Convitto (scuola primaria e secondaria di I° grado)
ASSOCIAZIONE AMICI DEL LONGONE
ISCRIZIONI all'ASSOCIAZIONE a.s. 2014/2015
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Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2014

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http://www.ete.it/scuole/gabbia1.gif
CONVITTO NAZIONALE PIETRO LONGONE
'Pueris maxima reverentia debetur'

via degli Olivetani, 9 - 20123 Milano
tel. 0248193652 (r.a.) - fax 024819096 - e.mail:
segreteria@convittolongone.it


Il Convitto nazionale Pietro Longone è una storica e nobile istituzione milanese nella quale hanno studiato, fra tanti altri, Giuseppe Parini, Alessandro Manzoni, Federico Confalonieri, Carlo Cattaneo, padre Agostino Gemelli, Luigi Bocconi, Giorgio Strehler, Sergio Romano.

Oggi offre agli studenti un convitto maschile e un semiconvitto maschile e femminile curati da educatori professionisti. L'offerta formativa si integra e si completa con quella delle scuole interne statali, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado.


In un ambiente formativo qualificato, docenti ed educatori interagiscono in modo armonico. Il tempo disteso dà la possibilità di rispettare i ritmi di apprendimento degli alunni e di inserire il lavoro scolastico in un quadro di attività educative e ricreative che rafforzano la motivazione, stimolano la curiosità e consolidano gli apprendimenti.
"Vorrei dire che il Convitto Nazionale Pietro Longone mi ha indirizzato in una strada di consapevolezza e profondità interiore che mi hanno accompagnato per tutta la vita”
(Giorgio Strehler, lettera al Rettore del 8 ottobre 1993)



Altre informazioni più dettagliate sul Convitto e sulle scuole sono disponibili
nel menù di navigazione alla voce CONVITTO (in corso di revisione) e alla voce COMUNICAZIONI


L'OSPITALITÀ

Dal lunedì al venerdì gli alunni che frequentano le scuole statali interne completano il tempo scuola fino alle ore 18 con le attività del semiconvitto:
  • assistenza allo studio garantita dagli educatori
  • attività laboratoriali
  • attività ludico ricreative assistite
  • visite guidate e partecipazione ad eventi
Dalla domenica al sabato il Convitto offre un servizio di resindenzialità interna agli allievi che frequentano le scuole interne o una scuola superiore esterna.

I servizi forniti direttamente dal convitto sono:
  • ristorazione interna con pasti freschi preparati dai cuochi del Convitto
  • servizi di guardaroba e lavanderia
  • infermeria che collabora con il servizio di Medicina Scolastica Preventiva dell'ASL


LA SCUOLA PRIMARIA

“Lavorare insieme, per accendere la passione della conoscenza” (H.Gardner)

La scuola primaria (ex scuola elementare) si propone di porre grande attenzione
  • a considerare l'alunno una persona coinvolgendolo con il dialogo e la riflessione nel percorso educativo e di apprendimento per lui studiato
  • allo sviluppo intellettivo proprio di ogni fase evolutiva: dal concreto all’astratto, tramite l’uso di laboratori
  • allo sviluppo delle abilità motorie: dalla psicomotricità all’avvio allo sport
  • allo sviluppo del pensiero creativo dando spazio alle emozioni
  • allo sviluppo della capacità d’iniziativa attraverso il metodo del problem solving
  • alle intelligenze multiple considerando la persona nella sua interezza...
...perchè siano “nutriti” il corpo e la mente, perchè l'alunno stia bene a scuola ed impari ad amarla.

LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

“Insegnare a pensare il proprio pensiero” (E.Morin)

La scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) si propone di realizzare un ambiente educativo
  • sereno poiché l’armonia ed il senso di sicurezza favoriscono apprendimenti stabili
  • interessante con la diversificazione e la specializzazione di laboratori per le scienze, l’informatica, la lettura e la ricerca, la musica e la recitazione
  • animato dalla presenza di adulti preparati, disponibili, vicini a chi ha bisogno, per favorire le potenzialità di ciascuno
  • socializzante per consentire a tutti di “mettersi alla prova” con gli altri e tra gli altri, accogliendo le diversità di ciascuno come valore importante per arricchire la comunità
  • orientante perché le conoscenze e le competenze, che ognuno è chiamato ad acquisire, gli consentano di “collocarsi nel mondo”, di interpretare l’universo, nel quale si trova, di scoprire il pluri-verso delle opportunità e dei messaggi, di scegliere e realizzare chi vuol essere
  • esigente per non dissipare il tempo prezioso dell’età dello sviluppo e per sviluppare un sapere critico, generativo di cultura.


GLI SPAZI E LE ATTREZZATURE

Tutti gli iscritti hanno a disposizione:
  • laboratorio informatico
  • laboratorio scientifico
  • aule con lavagne interattive multimediali
  • laboratorio di ceramica
  • laboratorio linguistico
  • laboratorio teatrale
  • biblioteca
  • campo da basket
  • campo da pallavolo/calcetto
  • sale ludico/ricreative interne


ATTIVITA’ EXTRA SCOLASTICHE: il CAMPUS ESTIVO

A fine anno scolastico si attiva il progetto “Estate insieme” per tutti gli allievi della fascia 6 – 12 anni.
Dal mattino al tardo pomeriggio vengono organizzate attività ludico sportive e di animazione, escursioni al mare, in montagna ed in località di interesse storico, naturalistico e paesaggistico.
Il Convitto garantisce i servizi di mensa e di infermeria.


RETTE E BORSE DI STUDIO

La retta è contenuta e costituisce una partecipazione alle spese di ospitalità; ammonta a circa 200€ mensili per il semiconvitto e 250€ per il convitto. Esiste la possibilità di usufruire di borse di studio messe a disposizione dal Comune, dalla Provincia e dall’ INPDAP . Sono inoltre previste altre forme di contributo da parte della Regione.

Documenti nelle bacheche:



martedì 28 ottobre 2014

TFR in busta paga: si perde il 10% dei risparmi


L'anticipo del TFR in busta paga aumenta l'imponibile ai fini ISEE e la tassazione IRPEF e riduce l'importo della pensione futura: i dettagli contenuti nel testo definitivo della Legge di Stabilità 2015

Ufficiale con il testo della Legge di Stabilità 2015 la possibilità di chiedere l’anticipo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in busta paga, in via sperimentale, in relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018. L’articolo 6 del Ddl Stabilità rappresenta un’operazione che potrà garantire al Governo circa 2,2 miliardi di euro di maggiori entrate fiscali. I 100 euro in più in media nelle buste paga degli Italiani che sceglieranno questa opzione, dunque, non rappresenteranno tanto una boccata d’ossigeno per le famiglie quanto per lo Stato.


Innalzamento ISEE e IRPEF

Nel decidere se optare o meno per l’anticipo del TFR in busta paga, oltre alle conseguenze per l’azienda nel caso di PMI con meno di 50 dipendenti, andrebbe valutato il fatto che le somme maturate comporteranno un innalzamento dell’imponibile ai fini ISEE, causando una riduzione delle detrazioni e delle agevolazioni oggi previste, in più la somma verrà tassata con l’aliquota marginale IRPEF (ma non concorrerà all’imponibile su cui si calcola il Bonus da 80 euro).


 

Risparmi e pensione: – 10%

Per tre anni, i lavoratori che sceglieranno di anticipare il TFR non potranno approfittare di quell’interesse composto che negli anni avrebbe fatto crescere la loro pensione futura comportando una perdita del risparmio previdenziale di oltre il 10%. Per fare qualche calcolo, un lavoratore di trentacinque anni con retribuzione mensile di 1.500 euro netti, anticipando il TFR si troverà in busta paga 105 euro netti in più per tre anni, rinunciando ad una liquidazione più alta e con una pensione che scenderà del 10% (da 187 a 168 euro netti al mese), nel caso si sia affidato ad una linea garantita, del 1-3% (da 275 a 238 euro al mese) se ha scelto una bilanciata.

Stime del Governo

Secondo quanto riportato nella relazione tecnica a corredo della Legge di Stabilità se è vero che questa tassazione IRPEF potrebbe risultare “penalizzante rispetto allo schema TFR” e “potrebbe esercitare un effetto disincentivante all’esercizio di adesione da parte del lavoratore”, si stima però che a chiedere il TFR sarà il:

·         40% dei dipendenti nelle imprese fino a 10 addetti;

·         50% di quelli occupati in aziende tra i 10 e i 50 dipendenti;

·         60% di quelli di aziende con oltre i 50 dipendenti.


Requisiti

A richiedere il TFR possono essere tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, che abbiano un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro. Vengono esclusi i lavoratori domestici, quelli del settore agricolo e quelli impiegati da datori di lavoro sottoposti a procedure concorsuali e alle aziende dichiarate in crisi di cui all’articolo 4 della legge 29 maggio 1982, n. 297.

Liquidazione TFR

La liquidazione della quota maturanda del TFR avverrà in maniera diretta e mensile, come parte integrativa della retribuzione, assoggettata a tassazione ordinaria, ma non imponibile ai fini previdenziali. Una volta manifestata la volontà di anticipare il TFR in busta paga, l’opzione è irrevocabile fino al termine del 30 giugno 2018.

Finanziamento assistito PMI

La Legge prevede, per i datori di lavoro che impiegano meno di 50 dipendenti e che non intendono corrispondere immediatamente con risorse proprie la quota maturanda di TFR, la possibilità di accedere ad un finanziamento assistito da garanzia rilasciata da un apposito Fondo di garanzia istituito presso l’INPS con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per l’anno 2015 e da garanzia dello Stato di ultima istanza. La dotazione iniziale del Fondo è pari a 100 milioni di euro per l’anno 2015 a carico del bilancio dello Stato. Per accedere al finanziamento i datori di lavoro devono presentare all’INPS un’apposita certificazione del TFR maturato in relazione ai montanti retributivi dichiarati per ciascun lavoratore. Con tale certificazione i datori di lavoro possono presentare richiesta di finanziamento presso una delle banche o intermediari finanziari che aderiranno all’apposito accordo quadro stipulato tra i ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Economia e delle Finanze e l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). A tali finanziamenti assistiti dalle garanzie statali non potranno essere applicati tassi, comprensivi di ogni eventuale onere, superiori al tasso di rivalutazione della quota di Trattamento di Fine Rapporto lavoro di cui all’articolo 2120 del codice civile.


Decreto attuativo

Le modalità di attuazione delle disposizioni sull’anticipo del TFR in busta paga, nonché i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia e della garanzia dello Stato di ultima istanza verranno disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, da emanare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015.
FONTE PMI Francesca Vinciarelli 27 ottobre 2014
 

lunedì 20 ottobre 2014

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