mercoledì 10 settembre 2014

Collegato Ambiente: prima legge italiana per la green economy

Approvato dalla VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera il Collegato Ambiente: i dettagli della prima legge italiana per la green economy. (FONTE PMI)

Via libera della VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera il Collegato Ambiente (disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità 2014). Grazie all’approvazione di alcuni emendamenti, ora la prima legge italiana per la green economy prevede un Fondo di investimento da 1 miliardo per l’economia verde e nuove regole sullo smaltimento degli impianti fotovoltaici, oltre ad un giro di vite sull’abusivismo edilizio. L’obiettivo del Ddl è di introdurre disposizioni in materia ambientale volte a promuovere misure a favore della green economy e  per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali.

 => I contenuti del Ddl Green Economy

Enrico Borghi, capogruppo del Pd in commissione Ambiente e co-relatore del provvedimento insieme ad Alessandro Bratti (Pd), commentando l’approvazione del Collegato Ambiente alla Legge di Stabilità 2014 ha dichiarato:
«Con la conclusione dell’esame in commissione, oggi di fatto nasce la prima legge italiana per la green economy. Abbiamo lavorato intensamente sia con il Governo che con le forze politiche di maggioranza e di opposizione e il risultato consente di consegnare all’esame dell’Aula un testo innovativo e interessante, che allinea l’Italia tra i Paesi di testa dello sviluppo sostenibile».
Il Collegato Ambientale contiene «misure interessanti e del tutto inedite. Penso aldivieto di fracking che diventa legge per la prima volta, o alla delega al Governo per il pagamento dei sistemi ecosistemici e ambientali. Oppure alle logiche incentivanti per la premialità della raccolta differenziata che sostengono i Comuni virtuosi e gli consentendo di diminuire le tasse ai cittadini. Oppure, ancora, l’avvio di iniziative sperimentali come il vuoto a perdere negli esercizi pubblici, per diminuire l’uso della plastica, o delle aree “oil free zone” nelle quali incentivare l’autosufficienza energetica senza uso di fonti fossili.
Di rilievo anche gli incentivi per gli appalti verdi e per l’utilizzo dei materiali derivanti da riciclo e riuso nelle pubbliche amministrazioni, nonché le misure sulla riorganizzazione delle autorità di bacino e l’avvio della strategia nazionale per legreen communities».
Un provvedimento «organico e adeguato, in grado anche di innescare la nascita di nuove filiere produttive nel campo della sostenibilità e della tutela ambientale, che ora speriamo possa passare rapidamente all’esame dell’Aula anche in forza del positivo clima di collaborazione tra le forze politiche riscontrato in sede di Comitato ristretto e di Commissione».
 Fondo di investimento
Con un emendamento dei relatori approvato dalla VIII Commissione viene istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la Cassa depositi e prestiti unFondo italiano investimenti Green Communities. Il plafond messo a disposizione, pari a 1 miliardo di euro, viene garantito:
  • per almeno il 51% dalla Cdp ;
  • per almeno il 20% dal MEF, sulla base delle risorse della programmazione Ue 2014/2020;
  • il 29% viene allocato sul mercato.

Sistemi produttivi locali

Un emendamento proposto dal Pd (con Chiara Braga come prima firmataria) prevede un Piano per la qualificazione ambientale dei prodotti dei sistemi produttivi locali, i distretti industriali e le filiere nazionali. In questo ambito verranno:
  • definite azioni e fornite indicazioni tecniche ed operative per il miglioramento della competitività del sistema produttivo nazionale puntando sui prodotti sostenibili;
  • promosse le collaborazioni tra i soggetti interessati;
  • agevolato l’utilizzo di tecnologie e disciplinari di produzione innovativi volti a migliorare gli aspetti prestazionali dei prodotti e la riduzione degli impatti ambientali durante il loro ciclo di vita.
Per diventare operativo il Piano dovrà essere adottato con decreto del ministro dell’Ambiente di concerto con il ministro dello Sviluppo Economico, sentiti i ministri dell’Economia e delle finanze e delle Politiche agricole e forestali entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Collegato Ambiente.

Fotovoltaico

Con un altro emendamento presentato dai relatori vengono poi introdotte nuove regole per lo smaltimento a fine vita degli impianti fotovoltaici: per i pannelli fotovoltaiciche verranno immessi a consumo successivamente all’entrata in vigore del decreto, sia in ambito domestico che professionale, i sistemi individuali e collettivi adotteranno unsistema di garanzia finanziaria ed un sistema di geo-localizzazione, così da assicurare la corretta gestione del loro smaltimento finale. Le tipologie di tali sistemi sono quelle già stabilite dal GSE nel Disciplinare Tecnico del dicembre 2012 in attuazione delle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti.

=> Il Destinazione Italia è legge: Rinnovabili e incentivi per PMI

Abusivismo edilizio

Con il Collegato Ambiente il Governo dichiara guerra all’abusivismo edilizio con l’obbligo per le Amministrazioni a pretendere il pagamento delle sanzioni in caso di abusi edilizi pena l’assunzione di responsabilità per inadempienza da parte degli stessi amministratori, con decurtazioni degli stipendi.

=> Condono Edilizio 2014: novità e informazioni

Appalti verdi

Il Collegato Ambiente interviene anche in termini di appalti verdi e rilancio dei programmi di investimento per la manutenzione e lo sviluppo delle infrastrutture idriche con l’obiettivo di sensibilizzare l’economia e la società italiane verso il ruolo chiave che hanno per lo sviluppo e la competitività del Paese le soluzioni che pongono al centro l’ambiente e la green economy.

 => Ddl Green Economy: appalti verdi e semplificazioni

Fracking

Una delle novità del Ddl è il divieto ufficiale per legge di Fracking per le aziende su tutto il territorio nazionale italiano, pena la rendicontazione delle proprie azioni al Governo.

Altre novità del Collegato Ambiente

Tra le altre novità del Collegato Ambiente troviamo quelle in termini di:
  • raccolta differenziata, dal Ddl è stata eliminata qualsiasi ipotesi di riduzione degli obiettivi di raccolta differenziata e sono invece state rinforzate le misure per il recupero e il riciclo delle materie prime seconde e per la riduzione della quantità di rifiuti prodotti. Vengono poi introdotte agevolazioni sulle tasse sui rifiuti per i Comuni virtuosi;
  • disposizioni a sostegno della mobilità sostenibile;
  • vuoto a rendere, fortemente voluti dal Movimento 5 Stelle i sette articoli approvati che danno il via alla sperimentazione di sei mesi del vuoto a rendere, ovvero per gli imballaggi di acque e birra negli esercizi commerciali pubblici;
  • Valutazione di impatto sanitaria, una volta entrato in vigore il decreto, per ogni nuova autorizzazione richiesta di ogni nuova opera o nuovi impianti verrà richiesta a Valutazione di impatto sanitaria con una previsione dell’impatto sulla salute dei cittadini;
  • smaltimento dei reflui oleari, che potranno essere versati nell’impianto fognario in caso di trattamento e di origine regionale delle olive;
  • inceneritori con lo stop alla possibilità per quelli che non hanno più rifiuti di riceverne da fuori la regione;
  • case mobili, per le quali diviene necessaria la richiesta di autorizzazione per essere collocate nei luoghi di pregio e turistici   
LINK
http://lavocedeicondomini.blogspot.it/2014/09/collegato-ambiente-prima-legge-italiana.html

lunedì 8 settembre 2014

La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TASI 2014: i Comuni con sconti ed esenzioni

Quasi tutti i Capoluoghi di Regione (tranne L’Aquila, Potenza e Palermo) e più della metà degli altri Comuni italiani hanno deciso le aliquote TASI 2014 pubblicando la delibera IUC sul sito del Dipartimento delle Finanze. Le delibere approvate e inviate sono circa 5mila:  poche ore dal termine del 10 settembre, mancano dunque 3mila amministrazioni all’appello. Pecisazione importante: i Comuni devono inviare le delibere entro il 10 settembre ma il sito delle Finanze ha tempo fino 17 settembre 2014 per pubblicarle. Significa che prima non si potrà disporre di l’elenco aggiornato e definitivo

LEGGI La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TASI 2014: i Comuni con sconti ed esenzioni:

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sabato 6 settembre 2014

La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: La gestione contabile del condominio

[Elementi imprescindibili del rendiconto: il registro di contabilità; il riepilogo finanziario; una sintetica nota di accompagnamento, esplicativa della gestione annuale]



La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: La gestione contabile del condominio: L’ articolo 11 della legge 220/2012  ha inserito nel codice civile l' art. 1130-bis, relativo al  rendiconto condominiale annuale,  con...

lunedì 1 settembre 2014

TASI meno costosa dell’IMU: tasse a confronto

Gettito IMU 2012 e quello atteso per TASI/IMU 2014: i dati messi a confronto dal Dipartimento delle FInanze

In risposta alle numerose tesi che parlano della TASI come un salasso di proporzioni ben maggiori a quelle dell’IMU, il Dipartimento delle Finanze ha effettuato un’analisi che confronta le due tasse sugli immobili. Il risultato emerso è che la TASI sarà meno costosa dell’IMU.
L’indagine ha preso i esame il gettito totale IMU-TASI 2014 nei 2.178 Comuni (su 8.000) che hanno deliberato l’aliquota TASI 2014 proiettato su base annua, confrontandoli con quello relativo all’IMU 2012, quando si pagava anche l’IMU sull’abitazione principale e non erano ancora in vigore le esenzioni previste dai decreti legge n. 102/2013 e n. 133/2013 per le abitazioni principali, i terreni e altre categorie di immobili. Il MEF ha tenuto conto delle varie categorie di immobile, effettuando i calcoli in maniera distinta per ciascuna di esse.

Abitazioni principali
Il gettito relativo alle prime abitazioni subirà nel passaggio alla TASI/IMU un calo del -29,3% rispetto all’IMU: nel 2014 sono attesi circa 1,2 miliardi di euro, contro i circa 1,6 miliardi dell’IMU 2012. Un risultato che sarebbe frutto della diminuzione del numero di contribuenti per l’abitazione principale per effetto delle esenzioni per l’abitazione principale stabilite dalle delibere dei Comuni. Per la fascia di importo sotto 50 euro e per quelle superiori a 150 euro è atteso per la TASI/IMU 2014 un importo teorico più basso rispetto all’IMU 2012, mentre per le fasce comprese nell’importo tra 50 e 150 euro è previsto un piccolo incremento sia del numero di contribuenti che degli importi teorici.
Immobili diversi dall’abitazione principale
Per quanto riguarda gli immobili diversi dalla prima casa, si attende un incremento contenuto del gettito: circa il +0,15% pari a +11 milioni di euro. In totale ci si aspetta un gettito complessivo di IMU/TASI 2014 pari a circa 7 miliardi di euro, quasi uguale all’IMU versata nel 2012. A crescere in maniera sostanziale sono le quote versate dalle fasce di importi inferiori a 200 euro, mentre risultano ridotte e classi di importi superiori a 200 euro.
Terreni
Per quanto riguarda i versamenti IMU-TASI su terreni si riducono di -234.801 unità i contribuenti chiamati a versare il tributo per effetto del D.L. n. 16/2014 che a partire dal 2014 esonera i proprietari di terreni agricoli dal pagare la TASI e impone loro il versamento dell’IMU con le modalità previste dal D.L. n. 201/2011. Il tutto, unito alla riduzione della base imponibile disposta con la legge di Stabilità 2014 per i terreni posseduti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (soggetti IAP), causerà un calo del gettito pari a circa -40 milioni di euro (-15,9%) distribuito in maniera uniforme su tutte le fasce di importo.
Aree fabbricabili
In calo del -10,37% il gettito derivante dalle “aree fabbricabili” pari a circa -60 milioni di euro e una riduzione del numero di contribuenti di circa -60.000 unità.
Fabbricati rurali
Dal 2014 i fabbricati rurali strumentali sono esenti dall’IMU per effetto della Legge di Stabilità 2014 ma non dalla TASI, per la quale è però prevista un’aliquota non superiore all’1 per mille. Tutto questo fa sì che si preveda un importo per l’IMU sui fabbricati rurali relativo al 2014 pari al -1,5%.
Distribuzione IMU-TASI
Al di là delle stime del Dipartimento delle Finanze, il problema della TASI non riguarda tanto l’entità del gettito, quanto la ripartizione del peso della tassa sulle famiglie italiane perché, sottolinea Codacons:

«Per effetto delle minori detrazioni, chi possiede un’abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all’IMU, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla TASI rispetto alla vecchia imposta, motivo per cui il gettito potrebbe addirittura essere inferiore rispetto all’IMU 2012. Si tratta di una evidente disparità sociale, una ingiustizia che si aggiunge alle tante che hanno caratterizzato la TASI fin dalla sua nascita, con pagamenti diversificati sul territorio e scadenze variabili a seconda degli umori delle Amministrazioni Comunali».
Fonte PMI Nomi Ricci - 

lunedì 11 agosto 2014

NEWS EVENTI

KEY4PAPERLESS
Milano, Padova, Roma e Napoli - dal 09/04/2014 al 16/10/2014
Workshop in quattro tappe, per approfondire i temi chiave della dematerializzazione: fatturazione elettronica, conservazione digitale, gestione documentale, firma grafometrica e avanzata. »
Smart Energy Expo
Verona - dal 08/10/2014 al 10/10/2014
Prima Fiera Internazionale sull'efficienza energetica e la white-green economy, giunta alla sua seconda edizione. »
Philip Kotler Marketing Forum 2014
Assisi - 20/09/2014
I consigli di Kotler per sviluppare il mondo del marketing italiano »
Smart Energy Expo
Verona - dal 08/10/2014 al 10/10/2014
Prima Fiera Internazionale sull'efficienza energetica e la white-green economy, giunta alla sua seconda edizione. »
Verona Efficiency Summit
Verona - dal 08/10/2014 al 11/10/2014
Efficienza energetica e white-green economy al centro di un nuovissimo summit »

venerdì 8 agosto 2014

Draghi ha già «commissariato» Renzi

Il presidente della Bce: «Cedere sovranità all’Europa sulle riforme strutturali». Poi spiega la rotta al premier: «Subito interventi su burocrazia, lavoro e tasse»


«Le riforme strutturali sono l’unica via per tornare a crescere - dice Draghi durante la conferenza stampa che segue la riunione del Consiglio Bce - in Italia, dove gli investimenti privati sono frenati dall’incertezza, e in Europa. Per questo, è arrivato il momento di condividere sovranità anche su quel terreno».
Se non è un commissariamento, poco ci manca. L’interpretazione delle parole del Governatore non può che essere univoca: se l’Italia non è in grado di darsi le riforme che servono - e quelle istituzionali tanto vantate dal premier non sono certo in cima alla lista - è meglio che a occuparsene sia la Ue. Ma quali sarebbero le riforme da applicare nel più breve tempo possibile? Draghi non si sottrae neanche a questa domanda: «Gli investitori sono scoraggiati dal clima di incertezza che regna in Italia: devono aspettare mesi per ottenere autorizzazioni, 8-9 mesi per arrivare alla fine di un vero percorso a ostacoli. Questa situazione è legata all’assenza di riforme strutturali sui mercati dei prodotti, la burocrazia, il lavoro e il livello giuridico» Senza dimenticare la necessità di «abbassare le tasse». «I Paesi che hanno condotto le riforme strutturali hanno registrato dei miglioramenti e l’occupazione è aumentata» conclude Draghi, non prima di congedarsi con una battuta: «Passerò le vacanze in Italia, ma non per partecipare alla ripresa».
Di certo, al ritorno in patria, troverà un Paese ancora scosso dalle sue parole. Per un Renzi che fa sapere ufficiosamente di aver apprezzato le parole del presidente della Bce sull’importanza strategica e l’urgenza delle riforme, c’è un’opposizione che sfrutta l’uscita di Draghi per mettere il governo ancora nel mirino: «Se non si fanno le riforme indicate da Draghi, quelle del lavoro, del fisco e della riduzione della spesa pubblica, il Paese è condannato alla catastrofe» spiega la senatrice di Forza Italia Manuela Repetti. Ma c’è anche chi guarda con fastidio all’«interventismo» della Bce. «Cade la maschera dei governi fantoccio mandati dalla Ue: le riforme in Italia le fa la Bce. Nell’interesse di chi?» si chiede polemicamente la leader di Fdi-An Giorgia Meloni.
A subire il contraccolpo delle parole del governatore sono anche i mercati, con lo spread Btp-Bund che chiude sopra i 180 punti base (in mattinata era intorno ai 170) e la borsa di Milano che, peggiore in Europa, che perde il 2%.(Luigi Frasca)

Articoli sullo stesso argomento:

giovedì 7 agosto 2014

A Milano è stata abrogata la proprietà privata. Non per mezzo della rivoluzione, ma col regolamento edilizio

 In riferimento al regolamento edilizio adottato dal Consiglio Comunale, riproponiamo le osservazioni di Fabrizio De Pasquale pubblicate nel luglio dello scorso anno. * * Approfittando di una società civile disattenta e del sonno dei grandi giornali, la Milano di Pisapia compie un nuovo passo verso la edificazione del socialismo reale e verso un futuro di miseria e di crescita zero. Attraverso il regolamento edilizio, l’Assessore De Cesaris vorrebbe abrogare l’articolo 42 della Costituzione, che riconosce la proprietà privata e ne garantisce il godimento ai proprietari, segnalando che eventuali limitazioni devono essere fissate per Legge. L’amministrazione Pisapia, saldamente convinta che la proprietà privata è un furto, come ogni sessantottino o no global che si rispetti, ha fissato nel regolamento edilizio questo principio: se il proprietario non cura il proprio immobile, il Comune prima lo diffida (e ciò accade anche ora ove un immobile costituisca pericolo per l’incolumità oppure su aree che diventano discariche), poi provvede alla manutenzione direttamente e si fa rimborsare l’intervento; infine dopo 5 anni destina a finalità sociali l’immobile il cui proprietario non fa interventi di manutenzione. Siamo alla socializzazione della proprietà privata. Con questo strumento si vorrebbe forse evitare ai centri sociali la fatica di occupare immobili tipo la Torre Galfa, perché il Comune glieli potrebbe affidare direttamente. E’ il solito sogno della sinistra comunista: sequestrare la proprietà a chi se l’è conquistata, per assegnarla a fantomatiche funzioni sociali gestite dai commissari del popolo.occupazione1 E’ una vera follia che potrebbe ulteriormente fiaccare il mercato immobiliare. Perche’ un privato non puà decidere in libertà quando è il momento di investire e glielo devono dire i funzionari comunali? Quale investitore straniero verrebbe più a investire a Milano sapendo che il Comune potrebbe requisire il suo bene? Con quali soldi il Comune rimetterebbe a posto questi immobili, visto che attualmente non ha i soldi per tappare i buchi delle strade? Il Comune pensi a quanta responsabilità sua c’è negli edifici abbandonati: PGT penalizzanti, procedure defatiganti, cambiamenti di linea politica etc. determinano non pochi ritardi. E poi perché dovremmo affidare dei beni privati a chi gestisce male le proprie sedi (Via Pirelli è fuorilegge) e il proprio patrimonio (guardiamo le case popolari o il Marchiondi, giusto per fare un esempio). Mi stupisco che simili panzane non producano una sollevazione non solo nei proprietari di immobili, ma anche in tutte quelle categorie che vivono nella filiera del mattone. Quanto pensano di potere mantenere un minimo benessere con questo socialismo reale in ritardo di un secolo

A Milano è stata abrogata la proprietà privata. Non per mezzo della rivoluzione, ma col regolamento edilizio