lunedì 13 gennaio 2020

Una discussione laica sull’inquinamento di Milano

Dopo aver fatto tutti la danza della pioggia, unico metodo garantito al 100% per abbattere le polveri sottili, forse è venuto il momento per sederci e discutere di inquinamento cittadino. In maniera non ideologica, se possibile. In maniera da capire come respirare meglio.
Premessa.
Milano sta in una zona, per utilizzare un aggettivo che ci viene tramandato da Aristotele attraverso i pensatori arabi e la Scolastica, “sfigata”. Con le parole di Legambiente: “Lo smog fotochimico accomuna i Paesi europei meridionali. – spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia – Purtroppo però nella Pianura Padana, a causa di correnti da sud e scarsa ventosità, gli inquinanti tendono a ristagnare”.
E questo è il primo dato. Ora, però, non ci possiamo fermare. Perché se è vero che naturalmente ristagna, non vuol dire che sia una buona ragione per riempire la stanza di fumo. Già, ma di chi è la colpa?
A tale of two cities.
Nell’immagine in alto il raffronto tra Milano e Bruxelles. Sono due città postindustriali, in cui la componente di fabbrica è in crollo. Un numero di abitanti paragonabile. Un aeroporto trafficato vicino (Milano ne ha due, ma Malpensa è abbastanza lontano). Insomma, possiamo fare un raffronto. E dal raffronto emerge che la differenza, come inquinanti, la fanno i riscaldamenti. Attenzione, si parla di TUTTI gli inquinanti. Questa è una prima, importante differenza, non ci si ferma alle PM10. Queste sono molto insidiose, certamente, ma non sono le uniche. Ed in ogni caso ne producono più i riscaldamenti delle automobili. Questa considerazione è importante, perché ci dà un punto di partenza: se dovessimo punire qualche comportamento, dovrebbe essere quello di tenersi caldaie vecchie. Non macchine vecchie. Solo che le seconde le vedi, le prime no. Quindi abbiamo deciso di punire le macchine. E come è andata a finire?
Milano e la lotta contro le auto.
Non benissimo, se vediamo i dati dell’inquinamento. Molto bene se vediamo i dati dei veicoli circolanti. I dati per lo smog sono noti: abbiamo finito i giorni di sforamento consentiti. I dati delle macchine dicono che ci sono 12 mila accessi in meno al giorno (come dice lo stesso Comune di Milano). Le due cose sommate ci lasciano perplessi. Ecco perché la questione va approfondita. I varchi in città sono 186. Quelli monitorati (da cui vengono i numeri di cui sopra) sono 13. Da poco siamo passati ad una ventina. È abbastanza evidente che le auto che non entrano più da questi venti entrano dagli altri 166. Però prendiamo per buono il fatto che, almeno i non milanesi, per evitare le multe in città non vengano proprio. L’aria non è migliorata poi di molto. Per dirne una, le giornate di inquinamento oltre soglia erano 50 ad ottobre. Il record negativo è del 2017 con 92. Le piogge di fine anno hanno aiutato, ma i numeri restano alti. Quindi abbiamo diminuito (probabilmente) le macchine, ma l’inquinamento, se è sceso, è stato di poco.
Inquinanti, microinquinanti e nanoinquinanti
Abbiamo detto che i numeri restano alti, ma è proprio così? In realtà a Milano si respira costantemente meglio da inizio millennio. I numeri, elaborati da un’associazione di cittadini, ma liberamente accessibili (http://arcipelagoareac.it/GraficiARPA/) dicono che, costantemente e senza salti, gli inquinanti stanno diminuendo. Quelli rilevati, almeno. Già, perché non sono tutti. Ogni volta che ne sconfiggiamo uno, la scienza ce ne segnala un altro. È il caso delle PM10, che oggi stanno lasciando il posto alle PM2, molto più piccole, molto più insidiose. Come afferma Paride Mantecca, professore associato del Dipartimento di Scienze dell’ambiente e della terra (Disat) dell’Università degli Studi Milano Bicocca (“Polveri in ambiente e rischio per la salute”): “Dobbiamo riuscire a prestare più attenzione ai particolati di dimensioni più piccole, alle particelle ultrafini e alle nanoparticelle perché più le frazioni sono piccole, più gli effetti negativi sulla salute si accentuano. Questo spiega anche perché la diminuzione del Pm10 non è stata accompagnata da un calo dei ricoveri o delle patologie associate al particolato”.
Riassumendo, cerchiamo di analizzare la situazione per punti:
  1. Milano è in una zona difficile per l’inquinamento.
  2. La stanza in cui siamo, poco ventilata, si riempie di fumo a causa soprattutto del riscaldamento. Ma viene considerato più vantaggioso colpire le automobili. Probabilmente perché alle auto esiste un’alternativa pubblica, al riscaldamento no (e dove la caldaia è del comune la situazione è addirittura peggiore).
  3. Le misure contro le auto non stanno contribuendo in maniera determinante, ma non possiamo escludere che una mano l’abbiano data.
  4. Il trend degli inquinanti è positivo.
  5. La scienza è però un passo avanti, ed ogni volta che riduciamo un inquinante ne trova un altro.
  6. C’è probabilmente una morale in tutto questo, ma a determinarla è la nostra visione del mondo, non i dati.
In conclusione.
Non abbiamo soluzioni. E questo ci pone nella spiacevole situazione di non poter chiudere l’articolo con la sparata miracolosa. Quella che chiude le quinte e vi manda a casa felici. Siamo però qui a farvi riflettere su un dato di realtà: non possiamo dividerci in tifoserie. E non dobbiamo usare Milano come uno stadio. Non c’è un derby da vincere: c’è una città in cui vivere meglio. A partire dall’aria che respiriamo.
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mercoledì 8 gennaio 2020

Un “Re Magio” porta in dono una bestemmia…


Un egiziano di 21 anni ha bestemmiato in chiesa, ha tentato di raggiungere l’altare e ha danneggiato il leggio durante la messa.
E’ questa l’integrazione modello-Milano? E’ questo il rispetto per la nostra cultura?
Difficile immaginare come sarebbe finito un italiano che avesse fatto la stessa cosa in un Paese islamico.
Da noi 100 euro di multa, neanche una parola da parte del sindaco Beppe Sala e alzata di spalle da parte di tutti i buonisti da salotto: questo è il valore delle nostre tradizioni, che possono essere calpestate da tutti?
 fedeli che nella mattinata del 6 gennaio si sono recati presso la parrocchia della Beata Vergine Immacolata di Viale Corsica per la tradizionale Messa dell’Epifania, lo hanno visto salire sull’altare e poi urlare una bestemmia ad alta voce. Il tutto mentre, a pochi metri di distanza, il parroco recitava l’omelia. Secondo quanto ricostruito l’uomo, un 20enne egiziano già noto alle forze dell’ordine per episodi molesti, ha iniziato a insultare le persone presenti che hanno di conseguenza avvertito la polizia di Stato.
Giunti sul posto, gli agenti lo hanno arrestato per resistenza e denunciato per le bestemmie proferite: la multa che dovrà pagare è di 102 euro. Il 20enne, inoltre, aveva in tasca alcuni grammi di droga ed è stato accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio.
Cesare Mannucci

Nuovi finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto

Una breve panoramica delle più recenti opportunità in ambito finanza agevolata e contributi a sportello.
16 Dicembre 2019Tra bandi aperti e bandi di prossima apertura ci sono varie possibilità per chi intende fare impresa a partire dal 2020 avvalenedosi del supporto della finanza agevolata.
Vediamo alcuni dei principali finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto disponibili per l’avvio di attività su tutto il territorio nazionale.
Bandi nazionali
14 Ottobre 2019Uno dei principali bandi nazionali per l’avvio di una nuova attività è Nuove Imprese a Tasso Zero di Invitalia. Questa agevolazione è una occasione per avviare imprese in molte attività economiche classiche e non strettamente innovative, quali ad esempio bed & breakfast, alberghi, bar e ristoranti, palestre, centri estetici ed altre tipologie.
Il MiSE, tra l’altro, ha aperto un bando di Finanziamento a tasso agevolato fino a € 25.000 per favorire lo sviluppo della micro-imprenditorialità.
Si tratta di un finanziamento a tasso zero che copre fino al 75% delle spese totali, e può arrivare fino a un massimo di 1,5 milioni di euro, dando all’imprenditore o all’imprenditrice un’ottima opportunità per sviluppare al meglio il proprio business.
11 Dicembre 2019Un’altra opportunità è data dal bando Resto al Sud l’opportunità ideale per avviare una impresa nelle regioni del Mezzogiorno. Dedicato a tutti coloro che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – e a breve anche per chi risiede nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017.
Gestita da Invitalia e rivolta agli aspiranti imprenditori, è un’agevolazione mista, composta da due contributi a fondo perduto e da un finanziamento a tasso zero, per una copertura complessiva che può arrivare fino a € 200.000, promossa al fine di sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali nei territori indicati.
Bandi locali
Oltre a quelli citati ci sono altri bandi regionali per avviare nuove imprese che vale la pena segnalare, ovviamente la lista è solo indicativa e non esaustiva.
Le Camere di Commercio stanno avviando ad esempio una serie di bandi relativi a contributi a fondo perduto per le piccole e medie imprese su vari ambiti.
I contributi e i finanziamenti per avviare nuove attività sono numerosi anche a livello regionale, vi segnaliamo quelli più interessanti.
La Regione Toscana si concentra sull’avvio di nuove attività giovanili e femminili con il bando Microcredito a sostegno della nascita di nuove imprese giovanili, femminili e dei destinatari di ammortizzatori sociali nei settori manifatturiero, commercio turismo e terziario. Un’ottima opportunità per PMI, liberi professionisti ed aspiranti imprenditori che vogliono avviare o sviluppare la propria attività in Toscana con un sostegno pubblico.
Tra le agevolazioni più interessanti del Mezzogiorno c’è N.I.D.I. “Nuove iniziative d’impresa“ della Regione Puglia. Un contributo misto, composto da un contributo a fondo perduto ed un finanziamento agevolato dedicato a chi vuole avviare la propria attività in vari settori:
Per la regione Calabria segnaliamo:
·         PSR 2014/2020. Misura 3.2.1. Sotto-intervento C. Contributo a fondo perduto fino al 70% a sostegno delle attività di informazione e promozione relative al comparto olivicolo.
·         PSR 2014/2020. Misura 3.2.1 – Sotto-intervento B. Contributo a fondo perduto fino al 70% per attività di informazione e promozione relative al comparto vitivinicolo.
·         CCIAA di Cosenza. Contributo a fondo perduto sottoforma di voucher per l’attività di tutoraggio durante l’apprendistato di primo livello.
·         Contributo a fondo perduto fino al 20% per il sostegno e lo sviluppo dell’artigianato calabrese.
Per la Sicilia oltre a quanto precedentemente riportato segnaliamo:
·         PSR 2014/2020. Azione 4.4.d. Contributo a fondo perduto fino al 100% per investimenti finalizzati al contenimento dei fenomeni di erosione, di dissesto idrogeologico e recupero del paesaggio tradizionale.
·         PSR 2014/2020. Misura 8.3. Contributo a fondo perduto fino al 100% per sostenere la prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici.
·         Finanziamento a tasso agevolato a favore delle imprese agricole per la formazione di scorte.
Per la Sardegna riportiamo:
·         Bando Sardegna un’Isola Sostenibile. POR FESR 2014/2020. Misura 1.2.2. Contributo a fondo perduto a supporto dell’innovazione di prodotto e di processo in ambito turistico.
·         POR FESR 2014/2020. Azione 1.2.2. SARDEGNA VERDE. Contributo a fondo perduto fino all’80% per progetti di Ricerca e Sviluppo negli ambiti prioritari dell’edilizia sostenibile e della cosmesi naturale.
·         Contributo a fondo perduto a favore delle emittenti televisive locali.
La Regione Lazio supporta la nascita di nuove imprese promosse da giovani NEET, giovani tra i 18 e i 29 disoccupati, che non frequentano un regolare corso di studi, con la misura “Attività di accompagnamento all’avvio di impresa e supporto allo start-up di impresa”.
Con questo incentivo si promuovono servizi per il sostegno e lo sviluppo di idee imprenditoriali o percorsi che favoriscano le prospettive occupazionali legate all’autoimpiego.
Anche la Basilicata, con il Fondo Microcredito FSE 2014-2020, interviene per supportare la creazione di impresa e di attività di lavoro autonomo da parte di soggetti che hanno difficoltà di accesso ai canali tradizionali del credito.
I disoccupati che intendono avviare una microimpresa e i soggetti che intendono creare o ricevere sostegno per un’attività economica operante nel terzo settore, potranno accedere a un prestito da restituire a tasso zero.
In Lombardia segnaliamo alcuni bandi interessanti:
·         POR FESR 2014/2020. Azione 3.B.1.2. Contributo a fondo perduto fino al 70% per la partecipazione delle PMI alle fiere internazionali in Lombardia.
·         POR FESR 2014/2020. Azione 4.4.c.1.1. Contributo a fondo perduto fino al 100% per l’efficientamento energetico dei fabbricati esistenti e destinati a servizi abitativi pubblici.
Per la regione Emilia Romagna segnaliamo, tra l’altro:
·         PSR 2014/2020. Misura 6.4.01. Contributo a fondo perduto fino al 50% per la creazione e lo sviluppo di agriturismi e fattorie didattiche.
·         POR FESR 2014/2020. Azione 1.2.1. Contributo a fondo perduto per le attività di gestione dei Tecnopoli.
Per il Veneto segnaliamo:
·         PSR 2014/2020. Misura 6.4.1. Contributo a fondo perduto per la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole.
·         POR FESR 2014/2020. Azione 4.1.1. Contributo a fondo perduto fino al 90% per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico a destinazione residenziale.
Per le Marche vi riportiamo:
·         PSR 2014/2020. Contributo a fondo perduto per Progetti Integrati di Filiere Agroindustriali attivati in area cratere del sisma.
·         POR FESR 2014/2020. Azione 1.1.1. Contributo a fondo perduto fino al 60% per la promozione della ricerca e dello sviluppo negli ambiti della specializzazione intelligente.
·         POR/FESR 2014/2020. Azione 6.2.1. Contributo a fondo perduto fino al 100% per i servizi scolastici digitali.
Per la Umbria segnaliamo:
·         PSR 2014/2020. Misura 8.2.1. Contributo a fondo perduto per l’impianto e il mantenimento dei sistemi agroforestali.
·         Bando LIVING LAB. POR FESR 2014/2020. Azione 1.4.1. Contributo a fondo perduto fino al 60% per sostenere soluzioni innovative a specifici problemi di rilevanza sociale.
Per il Piemonte:
·         PSR 2014/2020. Misura 4.2.1. Bando B 2019. Contributo a fondo perduto fino al 40% per il sostegno a investimenti a favore della trasformazione e commercializzazione e/o dello sviluppo dei prodotti agricoli.
·         PSR 2014/2020. Misura 4.1.3. Contributo a fondo perduto per la riduzione delle emissioni di ammoniaca e gas serra in atmosfera.
Quanto sopra riportato è solo un estratto dei bandi che sono attualmente disponibili o che sono in fase di apertura.
Per un supporto personalizzatoinfo@ideaservices.eu
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martedì 7 gennaio 2020

NO RESOCONTO ANONIMO MUNICIPIO TRE MILANO

A



F. A. R. ha scritto:Domani si riprende l’attività politica per #lazonacheamo. Invece di pubblicare un resoconto anonimo, ho pensato bene di mettere tutte le foto che ho trovato alla rinfusa, shakerare, e promettermi che ci divertiremo ancora di più .








PER VEDERE TUTTO IL video album curato da Filippo Andrea Rossi MUNICIPIO TRE MILANO CLICCA  LINK 
https://www.facebook.com/poni1973/videos/10155277007570678/?t=1

lunedì 6 gennaio 2020

CONVEGNO Trani, Italia, Stati Uniti d'Europa


Sabato 18 gennaio 2020 dalle ore 17:00 alle 20:00
  • Piazzetta San Francesco, 76125 Trani BT, Italia
l Movimento Federalista Europeo ha organizzato a Trani per la giornata di sabato 18.01.2020 alle ore 17,00 presso la Biblioteca comunale Giovanni Bovio sita in Piazzetta San Francesco,1 (nei pressi di Piazza della Libertà) un convegno pubblico sul tema “TRANI-ITALIA-STATI UNITI D’EUROPA un percorso comune verso il futuro”.

Il Movimento Federalista Europeo, fondato nel 1943 da Altiero Spinelli insieme a un gruppo di antifascisti di diverse appartenenze politiche, vuole riportare l’attenzione dei cittadini sulla necessità di far avanzare il progetto di integrazione europea per garantire la pace, la libertà e il benessere conquistati dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

La Conferenza sul futuro dell’Europa, prevista proprio nel 2020, è chiamata a far confrontare le istituzioni europee con i cittadini e le loro rappresentanze riguardo alle nuove competenze e ai nuovi poteri che devono essere attribuiti all’Unione europea perché diventi più capace di agire e più vicina ai cittadini.

Il dibattito (aperto al pubblico) che ne scaturirà potrebbe essere la migliore occasione per conoscere meglio la Conferenza stessa, e per confrontarsi sul significato che dovranno avere le conclusioni a cui arriverà.

E’ prevista la presenza di relatori eccellenti come
- Giorgio Anselmi, presidente nazionale del Movimento Federalista Europeo
- Ennio Triggiani, professore emerito nell’Università degli studi di Bari A.Moro
- Marco Zecchinelli, segretario della sezione di Pesaro-Fano
Modererà l’incontro il Prof.Gianni De Juliis, docente di Filosofia presso il liceo Scientifico di Tran

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“Fondi Ue: 38 miliardi ancora da spendere

Titola stamattina Il Sole 24 Ore. A fine 2019 tutti i programmi regionali e nazionali hanno raggiunto l’obiettivo di spesa per evitare il disimpegno. Il ministro Provenzano: «Nessuna esultanza, deve diventare normale. Non dobbiamo rincorrere l’emergenza».
Un tesoretto di oltre 38 miliardi di euro, di cui circa una trentina finanziati dalla politica di coesione dell’Unione europea – si legge nell’articolo di Giuseppe Chiellino -: sono le risorse che le regioni e alcuni ministeri dovranno spendere entro il 2023 per realizzare progetti e iniziative per i quali sono già stati impegnati. Sono i finanziamenti del Programmi operativi regionali (Por) e nazionali (Pon), coperti in buona parte dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dal Fondo sociale europeo (Fse) per il periodo 2014-2020. Grazie alla regola conosciuta come N+3, che consente di utilizzare i fondi entro tre anni dall’impegno a bilancio, le spese portanno essere certificate alla Commissione europea entro la fine del 2023. Si tratta di 9,5 miliardi all’anno, una cifra imponente se confrontata con i 15,2 miliardi spesi dal 2014 a oggi. Il dato si ricava dall’analisi delle tabelle pubblicate a inizio anno dall’Agenzia per la coesione territoriale, che portano comunque una buona notizia: tutti i 51 programmi operativi regionali e nazionali hanno raggiunto l’obiettivo di spesa del 2019 e dunque hanno evitato (per ora) di incappare nella tagliola del disimpegno automatico, che comporta la cancellazione delle risorse non spese in tempo (…).
LA CLASSIFICA – (…) I programmi che hanno superato la soglia del 40% nella certificazione delle spese rispetto alla dotazione complessiva dei fondi sono cinque, con in testa il Por Piemonte del Fondo sociale che sfiora il 50 per cento. A seguire Fesr Emilia Romagna, Iniziativa Giovani (gestito del ministero del Lavoro e destinato alla formazione dei giovani che non studiano e non lavorano, i Neet), Fse Lombardia e Fesr Toscana. Solo due regioni, Emilia Romagna e FriuliVenezia Giulia, si piazzano nelle prime dieci con entrambi i programmi (Fse e Fesr). Tra i primi dieci programmi anche il Por Fesr della Basilicata, prima regione del Mezzogiorno. (….)

LA SITUAZIONE NEL LAZIO
Fondo: Fesr
Dotazione: 969,1
Certificato: 268,6
Percentuale: 27,72
Quanto resta da spendere: 700,4

_____
Fondo: Fse
Dotazione: 902,5
Certificato: 229,9
Percentuale: 25,48
Quanto resta da spendere: 672,6



Fonte: Il Sole 24 Ore
Fondi Ue, Sole24Ore: tra i primi 10 programmi il Por Fesr Basilicata
Fondi dell’Unione europea: in Italia restano 38 miliardi da spendere, di cui una trentina finanziati dalla politica di Coesione dell’Unione europea. Le Regioni e alcuni ministeri dovranno spenderli entro il 2023, utilizzandoli in progetti e iniziative per cui i fondi sono stati già impegnati. Stando alla statistica del Sole24Ore, pubblicata oggi 5 gennaio, il programma Por Fesr Basilicata si classifica tra i primi dieci in Italia. La Basilicata risulta dunque la prima regione del Mezzogiorno.
Un risultato ottenuto dopo aver certificato ulteriori 43 milioni il 30 dicembre scorso, in aggiunta alla spesa già certificata a giugno 2019. Il Por Fesr Basilicata è alla posizione numero 8 tra i 51 programmi operativi nazionali (Pon) e regionali Por, .Prima posizione invece tra tutti i programmi delle regioni del Sud. Più in basso nella classifica del quotidiano di economia, la Puglia: unica regione menzionata sotto la voce Pon Governance.
Intanto chiosa il ministro del Sud, Provenzano: “Nessuna esultanza. Il risultato deve diventare normale”. Un “risultato positivo e soddisfacente” anche per l’Autorità di gestione del Po Fesr Basilicata 2014-2020, Antonio Bernardo. 
LINK https://www.trmtv.it/home/economia/2020_01_05/221552.html